Bah, pare non ci sia argomento - dalla politica del paese di provincia alle questioni internazionali, dalla moda alla musica, alle partite di calcio - in grado di non attirare come mosche ammassi di commenti carichi di insulti e aggressività.
Allora provo a chiedere all'intelligenza artificiale di ricordarmi cosa disse Tom Kendal, ex direttore della monetizzazione di Facebook ed ex presidente di Pinterest, riguardo al facile adescamento della stupidità umana.
Kendall ha espresso posizioni molto nette e critiche sullo scopo reale dei social network, evidenziando una profonda discrepanza tra le loro dichiarazioni d'intenti e i loro reali obiettivi commerciali.
Nelle sue interviste e durante la sua audizione ufficiale davanti al Congresso degli Stati Uniti, Kendall ha delineato questo scenario:
Lo scopo apparente vs. Lo scopo reale.
Inizialmente, l'obiettivo dichiarato dei social media era positivo e nobile: connettere le persone e migliorare il mondo. Tuttavia, con la necessità di rendere queste piattaforme finanziariamente sostenibili e straordinariamente redditizie, lo scopo reale è diventato un altro: monetizzare l'attenzione delle persone.
Dal momento che il modello di business si basa interamente sulla pubblicità, lo scopo operativo dei social si è ridotto a tre obiettivi principali:
Massimizzare il tempo di permanenza: Trattenere gli utenti incollati allo schermo il più a lungo possibile.
Generare continuo engagement: Spingere gli utenti a interagire (tramite "like", commenti, tag e condivisioni) per raccogliere dati sempre più precisi sul loro comportamento.
Prevedere il comportamento: Usare questi dati per servire pubblicità mirate con una precisione quasi chirurgica.
L'analogia con l'industria del tabacco.
Una delle dichiarazioni più forti e celebri di Tim Kendall riguarda il parallelismo tra i giganti della tecnologia e le multinazionali del tabacco degli anni '50.
"Le compagnie del tabacco cercavano inizialmente solo di rendere la nicotina più potente. Ma alla fine non è bastato per far crescere il business alla velocità che desideravano. Così hanno aggiunto l'ammoniaca, per aumentare la velocità con cui la nicotina viaggiava verso il cervello. L'abilità di Facebook di distribuire contenuti incendiari e divisivi alla persona giusta, al momento giusto, nel modo esatto... quella è la loro ammoniaca."
Secondo Kendall, le funzioni apparentemente innocue introdotte nel tempo (come le notifiche istantanee, il feed a scorrimento infinito o i tag sulle foto) sono state progettate per fare leva sulle parti più ancestrali e vulnerabili del cervello umano, creando una vera e propria dipendenza psicologica.
Le conseguenze sociali.
Poiché gli algoritmi non hanno una morale ma rispondono esclusivamente all'obiettivo di massimizzare il tempo di utilizzo, Kendall sottolinea che si è finito per adorare sull'altare dell'engagement.
I contenuti che generano rabbia, indignazione, divisione e disinformazione sono statisticamente quelli che trattengono di più l'utente sulla piattaforma. Di conseguenza, lo scopo commerciale dei social finisce inevitabilmente per:
Alimentare la polarizzazione politica e sociale.
Erodere la comprensione collettiva della realtà.
Innescare una grave crisi della salute mentale, in particolare tra gli adolescenti.
- imagine all the people livin' life in peace -



















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